
Le schede contenitore di Firefox: la funzione che fa quello che tutti credono faccia la navigazione in incognito
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I contenitori assegnano a ogni identità il proprio archivio di cookie all'interno di una normale finestra, cioè quello che la maggior parte delle persone si aspetta davvero dalla navigazione privata. Cosa dice la documentazione di Mozilla, e dove si ferma la funzione.
Di solito si ricorre alla navigazione privata quando si vogliono tenere separate due cose: un account di lavoro e uno personale, una sessione di acquisti e tutto il resto, il pannello di un cliente e il proprio. Per questo compito la modalità in incognito è uno strumento mediocre, perché offre una sola tabula rasa alla volta e la butta via alla chiusura della finestra. Firefox mette a disposizione una funzione distinta, pensata esattamente per quell'esigenza, e vale la pena capirla perché viene regolarmente confusa con la navigazione privata.
Come le chiama davvero Mozilla

La documentazione per sviluppatori di Mozilla le chiama identità contestuali. L'interfaccia le chiama contenitori. La documentazione descrive la funzione come qualcosa che permette agli utenti di assumere più identità durante la navigazione sul web e di mantenere una certa separazione tra queste identità. L'esempio che riporta è quello più comune: una persona che considera la propria identità lavorativa separata da quella personale e non vuole condividere i cookie tra questi due contesti.
Vale la pena enunciare il meccanismo con precisione, perché è proprio la precisione a distinguere questa funzione dal folklore che la circonda. Internamente, ogni identità riceve un archivio di cookie che non viene condiviso con le altre schede. Quell'archivio porta con sé un proprio identificativo, il cookieStoreId, ed è così che un'estensione si rivolge a un contenitore anziché a un altro. Un sito su cui hai effettuato l'accesso dentro un contenitore non può vedere la sessione che mantieni in un altro, per la semplice ragione che quei cookie non sono lì da leggere.
Perché il colore non è un ornamento
Ogni identità contestuale ha un nome, un colore e un'icona, che compaiono nella barra degli indirizzi mentre navighi al suo interno. Le nuove schede possono essere assegnate a un'identità. Il contrassegno visivo non è un ornamento. Il modo tipico in cui fallisce qualsiasi schema di separazione è perdere di vista da che lato del muro ci si trova, e un'etichetta colorata nella barra degli indirizzi è il rimedio più economico a disposizione.
- Ogni contenitore ha il proprio archivio di cookie, non condiviso con le altre schede
- Ogni identità ha un nome, un colore e un'icona mostrati nella barra degli indirizzi
- Separa i cookie tra i contesti, ma NON cambia il tuo indirizzo IP
- Solo Firefox: non supportato in nessun altro browser
- Disponibile su Firefox for Android, ma senza alcuna interfaccia per usarlo
- Un compito diverso dalla navigazione privata: ciò che vedono i siti, non ciò che resta sul dispositivo
Cosa i contenitori non fanno
Arriviamo alla parte da dire senza giri di parole, perché è qui che la funzione viene sopravvalutata in ogni discussione che la cita. I contenitori separano i cookie. Non separano la tua connessione. Sul tuo computer ogni contenitore raggiunge internet dallo stesso indirizzo, sulla stessa rete, attraverso lo stesso resolver. Un sito che ti riconosce dall'indirizzo, o un operatore che osserva la connessione stessa, non vede alcuna differenza tra il tuo contenitore di lavoro e quello personale.
Questo colloca i contenitori e la navigazione privata su due metà diverse di un problema che di solito viene formulato come uno solo. La navigazione privata governa ciò che resta sul tuo dispositivo dopo la chiusura della finestra. I contenitori governano ciò che i diversi siti possono sapere l'uno dell'altro mentre stai ancora navigando. Nessuno dei due governa ciò che vede la rete, e aspettarselo è l'equivoco che continua a ripetersi.
I limiti documentati da Mozilla
Prima di costruirci sopra un'abitudine, conviene conoscere alcuni limiti documentati. Mozilla dichiara esplicitamente che le identità contestuali non sono supportate in nessun altro browser, quindi non ti seguono su Chrome o Safari. La documentazione le descrive inoltre come una funzione sperimentale attiva per impostazione predefinita solo in Firefox Nightly, il che riguarda l'API per le estensioni più che una promessa su cosa troverai in una build di rilascio. E per Firefox for Android segnala che, sebbene le identità contestuali siano disponibili, in quella versione del browser non esiste un'interfaccia per utilizzarle.
A chi serve, e a chi no
A chi serve tutto questo, in concreto? A chiunque gestisca due account sullo stesso servizio e sia stanco di uscire da uno per raggiungere l'altro. A chiunque preferisca che una sessione di acquisti non alimenti lo stesso barattolo di cookie del resto della navigazione. A chiunque amministri qualcosa per conto di un'altra persona e preferisca che quell'accesso non tocchi mai il proprio profilo. Sono esigenze ordinarie, e la funzione le soddisfa senza abbonamenti e senza cambiare il modo in cui navighi.
E a chi non serve? A chiunque abbia come vera preoccupazione l'essere osservato dalla propria rete, dal proprio provider o dai siti stessi a livello di connessione. Quello è un problema diverso, con strumenti diversi, e nessuna separazione dei cookie arriva a toccarlo.
In breve
In breve: i contenitori fanno ciò che molti credono faccia la modalità in incognito, cioè impedire a due vite sul web di leggersi i cookie a vicenda. Non fanno l'altra cosa che molti attribuiscono all'incognito, cioè nascondere quelle vite alla rete. Sapere quale delle due metà stai risolvendo è gran parte del valore.



E a chi non serve? A chiunque abbia come vera preoccupazione l'essere osservato dalla propria rete, dal proprio provider o dai siti stessi a livello di connessione. Quello è un problema diverso, con strumenti diversi, e nessuna separazione dei cookie arriva a toccarlo.